E così questo è il Natale

Poiché quest’anno la redazione non è riuscita a pubblicare un’edizione natalizia, in attesa del nuovo numero di “A4” abbiamo deciso di riportare qui il racconto di Natale dell’anno scorso. Per chi volesse scaricare e stampare il pdf, lo trova qui. Tanti auguri a tutti i lettori dalla redazione di “A4”.

E COSÌ QUESTO È IL NATALE
di Stefano Amato

Nonostante il forte vento, Matteo era affacciato sul ponte di poppa della nave pattugliatore Orione. Si godeva qualche istante di solitudine mentre l’equipaggio, i giornalisti e le guardie del corpo pranzavano sottocoperta. Gli piaceva guardare il mare gonfiarsi fino a nascondere la linea dell’orizzonte per poi riabbassarsi.

Lasciò la ringhiera e, barcollando come un ubriaco, calcò il berretto sulla fronte e chiuse fino al mento la zip del giubbotto della Marina Militare: sebbene il cielo fosse sgombro, erano pur sempre i primi di dicembre. Perfino lì, a sud della Sicilia.

Ripensò al discorso pronunciato in mattinata.

“Finché sarò io Ministro dell’Interno” aveva detto ai giornalisti, “da qui non passeranno più irregolari. È finita l’epoca in cui questo mare era un colabrodo. L’Italia tornerà finalmente nella mani di chi la merita: gli italiani”.

Mentre una serie di onde anomale si avvicinava allo scafo, Matteo mollò di nuovo la presa sulla ringhiera per tastarsi le tasche del giubbotto in cerca del telefono. Ma no, aveva lasciato tutto in cabina. Peccato: l’ultima frase del discorso era perfetta. Avrebbe voluto immortalarla sui social network, alla faccia dei professoroni che pontificavano e…

Ma non riuscì a terminare il pensiero. A un tratto si ritrovò a mezz’aria, catapultato oltre la balaustra dalla violenza dei marosi. Capì cos’era successo solo quando, cinque metri più in basso, attraversò la superficie gelida del mare.
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