“A4” numero 13, agosto 2018: speciale poesia

“A4” numero 13 esce oggi! A differenza degli altri numeri questo contiene soltanto poesie. Nove, per la precisione. Nove poesie a firma, in rigoroso ordine alfabetico, di: Chiara Araldi, Giuseppe Armezzani, Marco Bennici, Giuseppe D’Abramo, Alessandro Mangiameli, Antonio Merola, Maria Lucia Riccioli, Francesco Sorana, Nadio Spicuglia Franceschi.

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Questa volta gli autori erano troppi per riportare le loro biografie in calce al foglio, così abbiamo pensato di copiarle e incollarle qui a seguire. Ne approfittiamo per ringraziare tutti loro, ma anche gli autori delle poesie che non sono finite in questo numero. Grazie davvero a tutti.

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A4 numero 13: poesia!

Ad agosto “A4” è solita non uscire, ma quest’anno farà un’eccezione. A breve infatti uscirà un nuovo numero, e non si tratta di un numero qualsiasi: questa volta a essere protagonista sarà la poesia.

In seguito all’appello di qualche tempo fa sono arrivate molte poesie in redazione. Adesso non resta che scegliere quelle giuste, impaginare il tutto e pubblicare “A4” n. 13.

Intanto, grazie a tutti quelli che hanno mandato un loro componimento. Come si suol dire in questi casi: se la vostra poesia non verrà pubblicata non significa che fosse brutta; non faceva al caso nostro.

A prestissimo!

Intervista a Giuseppe De Marco

Com’è ormai nostra abitudine, a qualche settimana dall’uscita dell’ultimo numero abbiamo intervistato l’autore del racconto protagonista. Giuseppe De Marco ha scritto Volt, è romano, ed è stato tanto gentile da rispondere alle nostre domande. Per scaricare “A4” numero 12, clicca qui.

A4: Ciao Giuseppe, ci racconti la genesi di Volt, il tuo racconto uscito sull’ultimo numero di “A4”? Da dove viene questo interesse per i colori?

Giuseppe De Marco: La verità è che, prima di scrivere questo racconto, le mie competenze “cromatiche” non andavano più in là delle sfumature dell’arcobaleno (e anche lì non senza incertezze: sull’indaco per esempio, ho sempre avuto problemi). Però trovo che i colori abbiano un fascino universale, ancestrale perfino. Per dire, io ancora quasi mi emoziono quando vedo nascere il verde dal giallo e blu.

Quanto a Volt, nasce anzitutto da una maglietta da corsa (indovina di che colore?). Mi ha fatto pensare a qualcuno che per lavoro “inventa” nuovi colori. “Ciao papà, com’è andata oggi? Bene figliolo, ho inventato il rosso fox”. Una cosa del genere.

Col tempo però intorno a questa immagine hanno cominciato a gravitare altri spunti e suggestioni che hanno dirottato il corso della storia (minuscola eh…) verso altri territori: una tazzina spaiata di caffè, un quadro di Rothko, un esercizio di scrittura sui sensi. Aggiungi questo e aggiungi quest’altro, leggi, rileggi, aggiusta, lima, sfuma, taglia, togli e ancora taglia, alla fine è uscito fuori Volt. Faticaccia…

A4: Nella tua bio dici che oltre a tre figli hai messo al mondo milioni di storie. Ti va di elaborare? Di che storie si tratta? Racconti o romanzi inediti?

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“A4” numero 12 è online

Esce oggi il numero 12 di “A4”! Contiene un racconto di Giuseppe De Marco intitolato Volt e si può scaricare cliccando qui.
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Giuseppe De Marco è nato a Trento, dopo un mese è andato a Roma e non si è più mosso da lì. Per ingannare il tempo ha messo al mondo tre figli e milioni di storie. Ha pubblicato su “Tuffi” alcuni racconti di sei parole.

L’incipit del racconto:

«È abbastanza leggera, che dice? Mia moglie non ama le maglie troppo pesanti.»
Lucio teneva in mano la giacca sportiva come fosse una torta gelatina, per paura di rovinarla.
«Ma scherza? È leggerissima. È uno dei modelli più venduti: termica, idrorepellente, giunture elasticizzate e tasca utility. Il top» gli rispose con un sorriso la commessa.
La ragazza aveva un cartellino con il nome attaccato alla maglietta. “Jane”, lesse Lucio con la coda dell’occhio. O forse “Janet”. Non era di origini italiane, in ogni caso. La sua pelle era così scura che i lineamenti sul viso di si distinguevano a fatica. Il bianco degli occhi e dei denti risaltava come zollette di zucchero in una tazza di cioccolato.

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“A4” n. 12 è in preparazione

Uscirà molto presto. Il raccontò protagonista s’intitola “Volt”. Il nuovo numero verrà presentato in anteprima a Palermo in occasione di Una marina di libri (qui il programma). Domenica 10 giugno, alle 11, il nostro fondatore/curatore/redattore-unico, Stefano Amato, illustrerà il progetto, regalerà alcune copie del numero 12, mostrerà come si piega la rivista e infine resterà in equilibrio a testa in giù sulle mani.

A proposito del fondatore/curatore ecc. Sapevi che sono appena usciti due suoi nuovi libri?

Uno s’intitola L’inarrestabile ascesa di Turi Capodicasa. Lo pubblica Hacca e questa è la meravigliosa copertina creata da Maurizio Ceccato.

Turi

(Qui più info sul libro, compreso un comodo link per acquistarlo.)

L’altro è un libro per bambini. S’intitola Davide e il mistero Qwerty e lo pubblica VerbaVolant. Ecco la copertina:

Davide

Qui alcune info sul libro, con tanto di tasto “Acquista”.

Il nostro Stefano Amato presenterà anche Davide e il mistero Qwerty a Palermo in occasione di Una marina di libri. Il 10 giugno, alle 11:30. Se sei di Palermo e non vieni: bisticcio.

“A4” cerca poeti

A4 tornerà presto con un nuovo numero. Nel frattempo la redazione ha un appello da lanciare: siamo in cerca di poeti. Esatto, se hai una poesia nel cassetto, mandacela. Una sola, la migliore che hai. Se ci piacerà, la pubblicheremo in uno dei prossimi numeri della rivista.

Qualche faq:

Come ve la mando?
Via email, a stef.amato@gmail.com. Oggetto: “poesia per A4”. A differenza dei racconti, le poesie possono essere inserite nel corpo della mail.

Quanto dev’essere lunga?
Non ha importanza. Meglio evitare, però, di mandare un poema di quaranta stanze, ecco.

Questo significa che uno dei prossimi numeri conterrà solo poesie?
Non lo sappiamo ancora. Forse sì, forse no. Vedremo.

Tu intanto mandaci la tua poesia.

Complimenti a Mari Accardi per il suo nuovo libro

Mari Accardi, protagonista di “A4” numero 2 (febbraio 2016), è in libreria con una nuova raccolta di racconti! Come il libro precedente (Il posto più strano dove mi sono innamorata), anche questo è pubblicato da Terre di Mezzo. S’intitola Ma tu divertiti. Se agli attenti lettori di questa rivista il titolo fa suonare più di un campanello, è perché il racconto che Mari ha pubblicato su “A4” s’intitolava proprio La vita fa schifo ma tu divertiti.

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Onorati di essere stati i primi a pubblicare il bel racconto del titolo, esortiamo i lettori a comprare il libro di Mari in libreria o, in alternativa, sul sito dell’editore: non ve ne pentirete.

“Mi piace come scrive Mari Accardi: ha una buffoneria contagiosa, un modo scanzonato di guardare le cose”. Antonio D’Orrico, Sette-Corriere della Sera.

Intervista a Pietro Vizpara

Abbiamo intervistato l’autore di Puntualità, il racconto protagonista di “A4” numero 11.

A4: Ciao Pietro, ci parli un po’ di te? Chi sei? Che fai?

Pietro Vizpara: Mi chiamo Pietro Vizpara, che in realtà è uno pseudonimo che mi porto dietro da così tanto tempo che non potrei scrollarmi di dosso nemmeno se volessi, e abito a La Spezia (dovrei scrivere “alla Spezia”, mi dicono, ma proprio non mi riesce), che in realtà non posso considerare la mia città visto che sono nato e cresciuto in un piccolo paese di mare vicino alle cinque terre. Per un po’ di tempo ho vissuto a Genova, dove ho studiato lingue e letterature straniere, lavorato come insegnante di italiano per stranieri e sostenuto una quantità innumerevole di colloqui fino a perdere le speranza di trovare un’occupazione stabile. Poi è capitata un’occasione di lavoro a La Spezia, mi è andata bene e così adesso sono quasi dieci anni che faccio l’impiegato nel settore della formazione. Ho sempre abitato vicino alla stazione ferroviaria e anche ora che ho una famiglia è bello qualche volta, nel fine settimana, andare in stazione e prendere il primo treno che passa. Tanto passano solo treni regionali, gira gira si resta sempre in zona.

Può bastare?

A4: Quando e come ti sei avvicinato alla scrittura? Continua a leggere “Intervista a Pietro Vizpara”

L’attesa per il numero 11 di “A4″…

è finita!

La settimana prossima (giovedì, credo) uscirà infatti il nuovo numero di “A4”, il primo di questo 2018. Il racconto protagonista s’intitola “Puntualità”, l’ha scritto un spezzino classe 1978 e comincia così:

Se c’è una cosa che avevo imparato al lavoro era questa: essere puntuale.

Per leggere il racconto per intero tocca avere un po’ di pazienza e aspettare fino a giovedì prossimo (credo).