Plagio! (Plagio?)

Un’affezionata lettrice ci fa notare come l'”Atlantic“, storico mensile statunitense, nel rifarsi il look possa essersi ispirato ad “A4”. La redazione ha deciso di non commentare una simile coincidenza e si limiterà a lasciar parlare invece le immagini:

Ad ogni modo, l’agguerrito studio legale di “A4” è già stato allertato, pronto a prendere le difese di questa piccola, ma grintosa, rivista letteraria.

Atlantic, non ti temiamo!

Lavorare da casa, Caccia al morto e cazzotti letterari: intervista a Luca Colombo

Come da tradizione, a qualche giorno dall’uscita dell’ultimo numero pubblichiamo un’intervista al suo autore. Questa volta è il turno di Luca Colombo, autore de “Il letto”, apparso sul numero 17. Per chi se lo fosse perso, l’ultimo numero si può scaricare da qui. Ringraziamo l’autore per la disponibilità.

A4: Il tuo racconto narra il graduale abbrutimento di un lavoratore da casa. Difficile non porsi, e porti, la domanda di rito: sai così tante cose sui rischi di lavorare da casa perché le hai sperimentate sulla tua pelle? Sei anche tu, o sei stato, un lavoratore da casa? Insomma, hai capito dove vogliamo arrivare: “Il letto” è un racconto in parte autobiografico?
Luca Colombo: No, non sono mai stato un lavoratore da casa. L’unico lavoro che faccio in casa è scrivere; ed è in questo che va ricercata la parte autobiografica del racconto: scrivere per me è peggio di un travaglio, soprattutto ora che sto lavorando a un romanzo da più tre anni. Il mio graduale abbrutimento è dato dal fatto che la scrittura si prende tutto di me: la mia pazienza, il mio sonno, la mia serenità. Mi riduce davvero a pezzi.

A4: Più o meno a metà racconto si legge: “Ecco cosa l’avrebbe fatto stare meglio: che la gente contemplasse il suo dolore. Lui al centro del letto e il mondo attorno.” Questa frase ci ha fatto venire in mente il racconto di Kafka intitolato “Un digiunatore”. Ci abbiamo preso? Kafka è un tuo autore di riferimento? Se non lui, chi altro?
LC: Kafka è un autore che apprezzo, ma non è tra i miei autori di riferimento. I principali modelli a cui mi ispiro sono Pirandello, Saramago e Bukowski: il primo per la profondità filosofica, il secondo per l’originalità delle storie e il terzo per l’inarrivabile capacità di narrare.

A4: Nella tua nota biografica si legge che nel 2016 hai pubblicato per Graphofeel il romanzo Caccia al morto. Ce ne parli?
LC: Caccia al morto è ambientato in un’impresa funebre. L’intento di Claudio – il giovane titolare – è restituire peso alla morte, fenomeno che in una società fatta di lauti pasti e antibiotici pare un’evenienza piuttosto vaga e remota. La soluzione è trasformare il funerale da evento sociale a evento social: concorso a premi per il miglior selfie cimiteriale, funerale con ospite del Grande Fratello e vip in genere, caccia al morto fra le lapidi per i bambini. Per Claudio il morto è solo una delle tante parti che concorrono alla buona riuscita del funerale, forse si potrebbe anche toglierlo, dato che si tratta di qualcosa che non c’è più.

A4: Ci parleresti anche del Pugilato letterario che, sempre secondo la tua nota biografica, insceni insieme a Elia Rossi?
LC: Nel pugilato letterario io ed Elia Rossi vestiamo i panni di due pugili. Indossiamo guantoni e paradenti, ci muoviamo con pose da boxeur rivali che si sfidano, mettendo al centro del ring i nostri due romanzi. Un finto arbitro, la cui vera funzione è di animare il pubblico, ci guida nel corso di quattro round nei quali leggiamo estratti di Caccia al morto e Fortunale, accompagnati da musiche adeguate. Alla fine è il pubblico a eleggere il vincitore. Lo stile del pugilato letterario è volutamente macchiettistico, a tratti persino cialtrone; nasce dall’obiettivo di uscire dalle presentazioni tradizionali di libri, per riuscire a comunicare temi e contenuti delle opere in modo più leggero e coinvolgente.

A4: Ultima, classica domanda di A4 ai suoi autori: ci consigli quattro cose? Nell’ordine: un libro, un film, un disco (o un musicista), e il tuo scorcio preferito di Oleggio, la cittadina piemontese in cui vivi.
LC: La panne di F. Dürrenmatt.
La morte corre sul fiume di C. Laughton.
Un disco qualsiasi di Hank Williams: le sue canzoni sono tutte uguali, una più bella dell’altra.
Il vecchio porto sul fiume Ticino, dove spesso vado a tirare le somme sulla mia scrittura.

“A4” cambia font: addio caro Miller; benvenuto Papyrus

Nell’attesa di pubblicare la ormai rituale intervista all’autrice dell’ultimo numero – che speriamo ce la concederà – diffondiamo un’importante comunicazione:

È fondamentale per una rivista letteraria evolversi. Se non nei contenuti, almeno nella veste grafica. Ecco perché al sedicesimo numero abbiamo sentito il bisogno di cambiare il font con cui è fatto “A4”.

Diciamo così addio al caro vecchio Miller, che tante soddisfazioni ci ha donato, e diamo il benvenuto al nuovo font ufficiale: Papyrus.

testata papyrus

Font secondo noi ingiustamente vituperato, Papyrus è in realtà una – perdonate la licenza — figata. Fu creato nel 1982 da Chris Costello, il quale descrive così la sua creazione:

Avevo appena finito il college. Stavo studiando la Bibbia, in cerca di Dio, quando mi è venuto in mente questo font, che ricorda l’Egitto e il Medio Oriente.

Leggibile e bello a vedersi, da allora il carattere si è diffuso sempre più, fino a diventare il font di un blockbuster come Avatar.

E da oggi è anche il font di “A4”.

Speriamo che i lettori saranno entusiasti di questo cambiamento quanto lo siamo noi.

Il nuovo numero (grafico) di “A4” è in arrivo

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Il nuovo numero di “A4” è in lavorazione! Uscirà presto, speriamo entro la prima metà di marzo. E sarà un numero “grafico“, diciamo così.

Per la seconda volta dopo il numero 9 di giugno 2017, illustrato e raccontato da Emanuele Simonelli, “A4” ospiterà un’altra storia grafica. Questa volta toccherà a un’illustratrice intrattenere i lettori di “A4”. Chi è? Di cosa si tratta?

Un altro po’ di attesa e sveleremo tutti i particolari. Per adesso accontentatevi dello “sneak peek” in alto.

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“A4” numero 15 è in lavorazione

E uscirà molto presto: giovedì prossimo. In questo numero si torna al formato tradizionale di un unico racconto.

Nel frattempo, ecco una piccola anteprima contenente la testata, il titolo del racconto e il nome dell’autore.

"A4" n. 15

A giovedì prossimo!

Intervista a Fabio Casano

Abbiamo intervistato Fabio Casano, l’autore del primo dei due racconti apparsi sull’ultimo numero di “A4”. Ne approfittiamo per ringraziare Fabio e per l’intervista e per il racconto che ci ha gentilmente donato. – La redazione

A4: “La vecchia”, il racconto che hai pubblicato sull’ultimo numero di “A4”, lo consideriamo un esempio di umorismo nero. Sei d’accordo? Abbiamo notato che lo stile un po’ si allontana dalle altre cose tue che abbiamo letto in passato. Come mai questa volta ti sei voluto cimentare su quel genere?

Fabio Casano: In realtà nasce da una vecchia esercitazione dei tempi di quando frequentavo i laboratori di scrittura di Beatrice Agnello e Mario Valentini. Avevo solo l’incipit “nera doveva essere” e da lì mi è venuta in mente l’immagine della bara della vecchia, nera come l’inferno in cui aveva fatto precipitare i suoi parenti. Mi piace sempre cimentarmi con qualcosa di diverso dalle solite cose che scrivo, tipo gente problematica o gruppi musicali immaginari…

A4: Tu sei autore anche di due romanzi (Elogio di Kit Carson e Il ritorno dei favolosi Lucky Losers – NdR). Che cos’hai imparato dalla loro stesura? Metterai in pratica, se già non lo stai facendo, questa lezione per la scrittura di un terzo libro? In generale, come giudichi la tua esperienza di autore di due romanzi pubblicati?  Continua a leggere “Intervista a Fabio Casano”

“A4” numero 13, agosto 2018: speciale poesia

“A4” numero 13 esce oggi! A differenza degli altri numeri questo contiene soltanto poesie. Nove, per la precisione. Nove poesie a firma, in rigoroso ordine alfabetico, di: Chiara Araldi, Giuseppe Armezzani, Marco Bennici, Giuseppe D’Abramo, Alessandro Mangiameli, Antonio Merola, Maria Lucia Riccioli, Francesco Sorana, Nadio Spicuglia Franceschi.

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Scarica A4 numero 13

Questa volta gli autori erano troppi per riportare le loro biografie in calce al foglio, così abbiamo pensato di copiarle e incollarle qui a seguire. Ne approfittiamo per ringraziare tutti loro, ma anche gli autori delle poesie che non sono finite in questo numero. Grazie davvero a tutti.

Scarica A4 numero 13

Continua a leggere ““A4” numero 13, agosto 2018: speciale poesia”

A4 numero 13: poesia!

Ad agosto “A4” è solita non uscire, ma quest’anno farà un’eccezione. A breve infatti uscirà un nuovo numero, e non si tratta di un numero qualsiasi: questa volta a essere protagonista sarà la poesia.

In seguito all’appello di qualche tempo fa sono arrivate molte poesie in redazione. Adesso non resta che scegliere quelle giuste, impaginare il tutto e pubblicare “A4” n. 13.

Intanto, grazie a tutti quelli che hanno mandato un loro componimento. Come si suol dire in questi casi: se la vostra poesia non verrà pubblicata non significa che fosse brutta; non faceva al caso nostro.

A prestissimo!

Intervista a Giuseppe De Marco

Com’è ormai nostra abitudine, a qualche settimana dall’uscita dell’ultimo numero abbiamo intervistato l’autore del racconto protagonista. Giuseppe De Marco ha scritto Volt, è romano, ed è stato tanto gentile da rispondere alle nostre domande. Per scaricare “A4” numero 12, clicca qui.

A4: Ciao Giuseppe, ci racconti la genesi di Volt, il tuo racconto uscito sull’ultimo numero di “A4”? Da dove viene questo interesse per i colori?

Giuseppe De Marco: La verità è che, prima di scrivere questo racconto, le mie competenze “cromatiche” non andavano più in là delle sfumature dell’arcobaleno (e anche lì non senza incertezze: sull’indaco per esempio, ho sempre avuto problemi). Però trovo che i colori abbiano un fascino universale, ancestrale perfino. Per dire, io ancora quasi mi emoziono quando vedo nascere il verde dal giallo e blu.

Quanto a Volt, nasce anzitutto da una maglietta da corsa (indovina di che colore?). Mi ha fatto pensare a qualcuno che per lavoro “inventa” nuovi colori. “Ciao papà, com’è andata oggi? Bene figliolo, ho inventato il rosso fox”. Una cosa del genere.

Col tempo però intorno a questa immagine hanno cominciato a gravitare altri spunti e suggestioni che hanno dirottato il corso della storia (minuscola eh…) verso altri territori: una tazzina spaiata di caffè, un quadro di Rothko, un esercizio di scrittura sui sensi. Aggiungi questo e aggiungi quest’altro, leggi, rileggi, aggiusta, lima, sfuma, taglia, togli e ancora taglia, alla fine è uscito fuori Volt. Faticaccia…

A4: Nella tua bio dici che oltre a tre figli hai messo al mondo milioni di storie. Ti va di elaborare? Di che storie si tratta? Racconti o romanzi inediti?

Continua a leggere “Intervista a Giuseppe De Marco”

“A4” numero 12 è online

Esce oggi il numero 12 di “A4”! Contiene un racconto di Giuseppe De Marco intitolato Volt e si può scaricare cliccando qui.
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Scarica “A4” numero 12

Giuseppe De Marco è nato a Trento, dopo un mese è andato a Roma e non si è più mosso da lì. Per ingannare il tempo ha messo al mondo tre figli e milioni di storie. Ha pubblicato su “Tuffi” alcuni racconti di sei parole.

L’incipit del racconto:

«È abbastanza leggera, che dice? Mia moglie non ama le maglie troppo pesanti.»
Lucio teneva in mano la giacca sportiva come fosse una torta gelatina, per paura di rovinarla.
«Ma scherza? È leggerissima. È uno dei modelli più venduti: termica, idrorepellente, giunture elasticizzate e tasca utility. Il top» gli rispose con un sorriso la commessa.
La ragazza aveva un cartellino con il nome attaccato alla maglietta. “Jane”, lesse Lucio con la coda dell’occhio. O forse “Janet”. Non era di origini italiane, in ogni caso. La sua pelle era così scura che i lineamenti sul viso di si distinguevano a fatica. Il bianco degli occhi e dei denti risaltava come zollette di zucchero in una tazza di cioccolato.

Scarica “A4” numero 12!

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