Intervista a Fabio Casano

Abbiamo intervistato Fabio Casano, l’autore del primo dei due racconti apparsi sull’ultimo numero di “A4”. Ne approfittiamo per ringraziare Fabio e per l’intervista e per il racconto che ci ha gentilmente donato. – La redazione

A4: “La vecchia”, il racconto che hai pubblicato sull’ultimo numero di “A4”, lo consideriamo un esempio di umorismo nero. Sei d’accordo? Abbiamo notato che lo stile un po’ si allontana dalle altre cose tue che abbiamo letto in passato. Come mai questa volta ti sei voluto cimentare su quel genere?

Fabio Casano: In realtà nasce da una vecchia esercitazione dei tempi di quando frequentavo i laboratori di scrittura di Beatrice Agnello e Mario Valentini. Avevo solo l’incipit “nera doveva essere” e da lì mi è venuta in mente l’immagine della bara della vecchia, nera come l’inferno in cui aveva fatto precipitare i suoi parenti. Mi piace sempre cimentarmi con qualcosa di diverso dalle solite cose che scrivo, tipo gente problematica o gruppi musicali immaginari…

A4: Tu sei autore anche di due romanzi (Elogio di Kit Carson e Il ritorno dei favolosi Lucky Losers – NdR). Che cos’hai imparato dalla loro stesura? Metterai in pratica, se già non lo stai facendo, questa lezione per la scrittura di un terzo libro? In generale, come giudichi la tua esperienza di autore di due romanzi pubblicati?  Continua a leggere “Intervista a Fabio Casano”

Annunci

Intervista a Giuseppe De Marco

Com’è ormai nostra abitudine, a qualche settimana dall’uscita dell’ultimo numero abbiamo intervistato l’autore del racconto protagonista. Giuseppe De Marco ha scritto Volt, è romano, ed è stato tanto gentile da rispondere alle nostre domande. Per scaricare “A4” numero 12, clicca qui.

A4: Ciao Giuseppe, ci racconti la genesi di Volt, il tuo racconto uscito sull’ultimo numero di “A4”? Da dove viene questo interesse per i colori?

Giuseppe De Marco: La verità è che, prima di scrivere questo racconto, le mie competenze “cromatiche” non andavano più in là delle sfumature dell’arcobaleno (e anche lì non senza incertezze: sull’indaco per esempio, ho sempre avuto problemi). Però trovo che i colori abbiano un fascino universale, ancestrale perfino. Per dire, io ancora quasi mi emoziono quando vedo nascere il verde dal giallo e blu.

Quanto a Volt, nasce anzitutto da una maglietta da corsa (indovina di che colore?). Mi ha fatto pensare a qualcuno che per lavoro “inventa” nuovi colori. “Ciao papà, com’è andata oggi? Bene figliolo, ho inventato il rosso fox”. Una cosa del genere.

Col tempo però intorno a questa immagine hanno cominciato a gravitare altri spunti e suggestioni che hanno dirottato il corso della storia (minuscola eh…) verso altri territori: una tazzina spaiata di caffè, un quadro di Rothko, un esercizio di scrittura sui sensi. Aggiungi questo e aggiungi quest’altro, leggi, rileggi, aggiusta, lima, sfuma, taglia, togli e ancora taglia, alla fine è uscito fuori Volt. Faticaccia…

A4: Nella tua bio dici che oltre a tre figli hai messo al mondo milioni di storie. Ti va di elaborare? Di che storie si tratta? Racconti o romanzi inediti?

Continua a leggere “Intervista a Giuseppe De Marco”

Intervista a Pietro Vizpara

Abbiamo intervistato l’autore di Puntualità, il racconto protagonista di “A4” numero 11.

A4: Ciao Pietro, ci parli un po’ di te? Chi sei? Che fai?

Pietro Vizpara: Mi chiamo Pietro Vizpara, che in realtà è uno pseudonimo che mi porto dietro da così tanto tempo che non potrei scrollarmi di dosso nemmeno se volessi, e abito a La Spezia (dovrei scrivere “alla Spezia”, mi dicono, ma proprio non mi riesce), che in realtà non posso considerare la mia città visto che sono nato e cresciuto in un piccolo paese di mare vicino alle cinque terre. Per un po’ di tempo ho vissuto a Genova, dove ho studiato lingue e letterature straniere, lavorato come insegnante di italiano per stranieri e sostenuto una quantità innumerevole di colloqui fino a perdere le speranza di trovare un’occupazione stabile. Poi è capitata un’occasione di lavoro a La Spezia, mi è andata bene e così adesso sono quasi dieci anni che faccio l’impiegato nel settore della formazione. Ho sempre abitato vicino alla stazione ferroviaria e anche ora che ho una famiglia è bello qualche volta, nel fine settimana, andare in stazione e prendere il primo treno che passa. Tanto passano solo treni regionali, gira gira si resta sempre in zona.

Può bastare?

A4: Quando e come ti sei avvicinato alla scrittura? Continua a leggere “Intervista a Pietro Vizpara”

Intervista a Matteo B. Bianchi

Abbiamo posto alcune domande a Matteo B. Bianchi, autore del racconto contenuto nell’ultimo numero di A4. Ringraziamo ancora una volta Matteo per la disponibilità. Se qualcuno si è perso il suo bel racconto, può scaricare A4 numero 10 da qui.

A4: Il racconto che hai pubblicato su “A4″ testimonia che l’arte della narrativa breve è viva e vegeta. Tu preferisci scrivere romanzi o racconti? E poi: secondo te potrebbe essere che, abituati come siamo a leggere su internet contenuti brevi, il racconto possa vivere una seconda giovinezza e venire preferito rispetto ai romanzi dai lettori? Un giorno gli scrittori si sentiranno dire dagli editori “Niente romanzi, per carità; non vendono. Vogliamo racconti!”?

Matteo B. Bianchi: No, è inutile che ci illudiamo, il racconto resterà destinato a un numero esiguo di lettori rispetto al romanzo e non credo proprio che la lettura frammentaria che comporta internet possa favorire una nuova passione per la narrazione breve, anzi temo il suo contrario. La gente si sta abituando a leggere sintesi, notizie ridotte in poche righe (in tanti ammettono di leggere solo i titoli addirittura), quindi si sta perdendo il senso dell’approfondimento. Si tratta comunque di due modi di leggere diversi.

In genere chi ama davvero i racconti è un lettore forte, uno che legge svariati libri al mese. Piacciono a un pubblico più ricercato e appassionato.
Direi che è paragonabile alla narrativa di genere. Conosco diversi lettori che dichiarano che proprio non riescono ad accostarsi al racconto come categoria: l’idea di entrare in una storia per doverne uscire poche pagine dopo per loro è quasi inaccettabile.

E poi è l’intero sistema editoriale che sostiene questo modello: pensa al caso di Paolo Cognetti, autore di racconti splendidi, che ha sfiorato la cinquina dello Strega senza mai riuscire ad entrarci e quando scrive il primo romanzo addirittura vince il premio.
Però il fatto che il racconto resti una nicchia dedicata agli appassionati in qualche modo non mi dispiace. Mi sembra che renda la cosa romantica, un piacere condiviso da una comunità di fans.

A4: Tu scrivi molto anche per la televisione e dietro le quinte devi vederne delle belle. Ti è mai venuta la tentazione di ambientare una storia — un racconto o un romanzo — nel backstage di uno studio televisivo? Continua a leggere “Intervista a Matteo B. Bianchi”

Intervista a Emanuele Simonelli

A fargliela è stato Astutito Smeriglia nel blog che i due curano insieme, In coma è meglio. Ma non è un’intervista normale. Più a suo agio con i disegni che con le parole, Emanuele ha risposto usando proprio la matita.

Emanuele Simonelli è l’autore del racconto illustrato protagonista di “A4” numero 9. Illustratore, animatore e fumettista nato a Roma ed emigrato a New York, Emanuele disegna per la rivista “Linus” e per il blog sopraccitato. Molti suoi disegni finiscono anche nel sito emanuelesi.com.

Schermata 2017-07-09 alle 16.03.26

Per leggere tutta l’intervista, clicca qui.

Breve intervista a Dario De Marco

Abbiamo intervistato Dario De Marco, l’autore del racconto contenuto nell’ultimo numero di “A4”, Madonna delle campagne. Ringraziamo l’autore per la disponibilità.

“A4”: Madonne delle campagne è scritto in una lingua, o forse sarebbe meglio dire un dialetto, che nella realtà non esiste, una via di mezzo fra il napoletano e il cilentano. Eppure è comprensibile anche a chi, come me, non è di quelle parti. Come sei riuscito in questo prodigio? Quanto lavoro c’è dietro? È la prima volta che usi questa lingua o l’avevi già “rodata” da qualche altra parte?

Dario De Marco: Mio padre era di un paesino del Cilento, mia mamma è della provincia di Napoli, io sono nato e cresciuto a Napoli. Anche se a casa mia quando ero piccolo non si parlava in dialetto perché i miei avevano paura che crescevo cafone e non m’imparavo bene l’italiano, a un certo punto tutte queste sonorità, ovviamente molto simili ma con sfumature diverse, sono confluite nella mia testa. Che lingua è questa? Inventata? Un mix di dialetti? Un misto di italiano e dialetto? Semplicemente, è la lingua che si parla, che si pensa, oggi nella maggior parte del sud Italia. Perciò in epigrafe avevo messo quella frase di Roberto De Simone (che poi in “A4” abbiamo dovuto togliere per motivi di spazio ma che si può recuperare sul mio blog) che polemizza contro chi si fa meraviglie di una lingua come quella della Gatta: non fate i marziani, la conoscete benissimo.

Continua a leggere “Breve intervista a Dario De Marco”