(Video)Intervista a Simona Settembre

Anche l’autrice dell’ultimo numero, Simona Settembre, si è sottoposta alla ormai rituale intervista della redazione di “A4”. Ma siccome Simona ha un canale YouTube, con nostra somma gioia ha pensato di risponderci alla sua maniera: con un video.

Ecco a voi la video intervista a Simona Settembre:

Consigliamo vivamente di iscriversi a Cose Ovunque, il suo canale YouTube, davvero pieno di spunti e “inspirational”, come dicono quelli bravi.

Per chi se lo fosse perso, “A4” numero 16 si può scaricare da qui.

Simona è anche su Instagram: qui.

Ecco le domande:

1) Noi di “A4” abbiamo definito “Persone che non fanno niente (e quindi fanno qualcosa)” una graphic short story. Ti piace come definizione? Tu quale avresti usato? Come ti è venuta l’idea di raccontare proprio quel tipo di storia?

2) Nella tua storia ci sono pochissime linee di dialogo, lasciando parlare le immagini: da cosa è stata dettata questa scelta? In effetti, recentemente abbiamo scoperto che esiste tutto un genere di graphic novel senza testo chiamato, non a caso, “silent” o “wordless”. Visto che sembri trovarti a tuo agio con quel mezzo, hai mai pensato di disegnare una silent graphic novel?

3) Ti va di raccontarci come, dove, quando e perché hai cominciato a disegnare?

4) Sei piuttosto eclettica come artista. Oltre a disegnare e illustrare, giri video, componi canzoni, scrivi, fotografi e chissà cos’altro. Qual è il punto d’incontro di tutte queste attività, ammesso che ce ne sia uno?

5) Ultima, rituale domanda; consigliaci quattro cose: un’illustratrice o illustratore che secondo te dovremmo conoscere; un libro (non necessariamente illustrato); un disco o musicista; uno scorcio di Roma, la città dove vivi.

Buona visione!

Rettifica del 2 aprile

Non abbiamo mai capito se i pesci d’aprile vadano spiegati/rettificati/contraddetti.

Ad ogni modo, a quanti avessero dubbi: quello di ieri era un pesce d’aprile. A4 non cambia font. Lascia il Papyrus ai menu delle pizzerie a taglio e ai poster motivazionali da quattro soldi, e si tiene stretto il suo Miller. Almeno fino al prossimo 1 aprile.

Poi: è in arrivo l’intervista all’autrice della graphic short story dell’ultimo numero! Alla settimana prossima.

“A4” cambia font: addio caro Miller; benvenuto Papyrus

Nell’attesa di pubblicare la ormai rituale intervista all’autrice dell’ultimo numero – che speriamo ce la concederà – diffondiamo un’importante comunicazione:

È fondamentale per una rivista letteraria evolversi. Se non nei contenuti, almeno nella veste grafica. Ecco perché al sedicesimo numero abbiamo sentito il bisogno di cambiare il font con cui è fatto “A4”.

Diciamo così addio al caro vecchio Miller, che tante soddisfazioni ci ha donato, e diamo il benvenuto al nuovo font ufficiale: Papyrus.

testata papyrus

Font secondo noi ingiustamente vituperato, Papyrus è in realtà una – perdonate la licenza — figata. Fu creato nel 1982 da Chris Costello, il quale descrive così la sua creazione:

Avevo appena finito il college. Stavo studiando la Bibbia, in cerca di Dio, quando mi è venuto in mente questo font, che ricorda l’Egitto e il Medio Oriente.

Leggibile e bello a vedersi, da allora il carattere si è diffuso sempre più, fino a diventare il font di un blockbuster come Avatar.

E da oggi è anche il font di “A4”.

Speriamo che i lettori saranno entusiasti di questo cambiamento quanto lo siamo noi.

Milano: domani

In attesa che la settimana prossima esca il nuovo, grafico numero di “A4”, la redazione informa i lettori che domani (6 marzo) il nostro Stefano Amato sarà a Milano, alle 18:00, alla libreria Feltrinelli di viale Manzoni.

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Insieme al giornalista Paolo Melissi, Stefano presenterà il suo ultimo romanzo, ma ovviamente parlerà anche di “A4”.

Se abiti più o meno in zona: presenzia!

Il nuovo numero (grafico) di “A4” è in arrivo

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Il nuovo numero di “A4” è in lavorazione! Uscirà presto, speriamo entro la prima metà di marzo. E sarà un numero “grafico“, diciamo così.

Per la seconda volta dopo il numero 9 di giugno 2017, illustrato e raccontato da Emanuele Simonelli, “A4” ospiterà un’altra storia grafica. Questa volta toccherà a un’illustratrice intrattenere i lettori di “A4”. Chi è? Di cosa si tratta?

Un altro po’ di attesa e sveleremo tutti i particolari. Per adesso accontentatevi dello “sneak peek” in alto.

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Autori di “A4” che crescono + réclame

Qui ad “A4” siamo sempre entusiasti e orgogliosi quando veniamo a sapere che i nostri autori raggiungono certi obiettivi.

In particolare, di recente hanno fatto parlare di sé Milo Busanelli, autore di Come prima, il racconto contenuto nel numero 15, e Valeria Caravella, che ha pubblicato La fine dei cannolicchi nel numero 6.

Milo Busanelli e il suo Come prima sono entrati nella lista dei migliori racconti del 2018 stilata dal sito ItaliansBookitBetter.

Arriviamo invece con colpevole ritardo nell’annunciare che Valeria Caravella nel frattempo ha pubblicato il suo primo romanzo! S’intitola Il maggiore dei beni ed è uscito per Nowhere books.

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Per concludere: qualche giorno fa il nostro Stefano Amato (da circa un mese lui stesso autore di “A4”) ha pubblicato il suo ultimo romanzo: Vedrai, Vedrai (Giunti).

Complimenti a tutti i citati.

“A4” tornerà con un nuovo numero a febbraio, tutt’al più marzo.

PS: se sei un autore di “A4” e vuoi avvertire quella distratta della redazione che anche tu sei cresciuto, scrivici! Saremo lieti di esternare il nostro orgoglio: stef.amato@gmail.com.

Buon anno da “A4”

Dopo qualche giorno dall’uscita di un nuovo numero, di solito qui ad “A4” amiamo intervistare l’autore del racconto interessato.

Ma siccome l’ultimo autore è stato il nostro Stefano Amato, ci sembrava ridondante e autocelebrativo (oltre che marzulliano) porre delle domande a noi stessi.

Oggi, quindi, preferiamo usare questo spazio per ringraziare quanti ci hanno seguito e incoraggiato anche quest’anno. Grazie a voi che ci proponete i vostri testi. Grazie a chi ha supportato il progetto tramite donazioni.

Felice 2019 da “A4”.

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(Lo speciale natalizio è ancora attualissimo, purtroppo: scaricalo cliccando qui.)

Lo speciale natalizio di “A4” è in arrivo

Uscirà nella mattinata di dopodomani, mercoledì 19 dicembre. Appena in tempo, quindi, per accompagnare i vostri regali.

Già, perché la versione cartacea di questo speciale, opportunamente ripiegata, fungerà anche da bigliettino d’auguri: un’ottima illustratrice si è prestata per rendere la testata perfetta per questo scopo.

Due cose per concludere.

Questo sarà un numero extra, cioè fuori dalla numerazione usuale.

L’autore è il nostro Stefano Amato, che ha scritto un racconto che più natalizio non si poteva, almeno nelle intenzioni. Protagonista è il Ministro degli Interni italiano — nella finzione chiamato, ehm, Matteo — che un giorno naufraga nel Mediterraneo.

A dopodomani!

È in lavorazione uno speciale natalizio di “A4”

Se tutto andrà bene, qualche giorno prima della vigilia potrebbe uscire un numero speciale di “A4” dedicato al Natale.

Perdonate la prudenza, ma in certi casi è d’obbligo: qui in redazione abbiamo ancora una vaga idea del prodotto finito.

Nel frattempo, chi se li fosse persi può ingannare l’attesa scaricando e leggendo i 15 numeri pubblicati finora.

A presto,

La redazione.

Intervista a Milo Busanelli

Qui ad “A4” ci piace porre domande ai nostri autori qualche giorno dopo l’uscita di un nuovo numero. Per questo abbiamo interrogato Milo Busanelli, l’autore di “A4” numero 15, sui temi più disparati. Ecco l’intervista:

A4: Il racconto che hai pubblicato su “A4” riflette molto bene, secondo me, la fatica che si trovano ad affrontare due neo genitori. Supponendo che si tratti di un racconto autobiografico (lo è?), ti chiedo: è davvero così stressante fare il papà o la mamma? Peggio di così? Meglio?

Milo Busanelli: Non è un racconto autobiografico, ma è basato su esperienze reali reinventate. Ho preso una parte di me e della mia vita e da lì ho costruito un me stesso alternativo, verosimile, che sono io solo in minima parte, ma che è pur sempre parte di me.
Oggi il vero problema dell’essere padri è che lo si è da figli. Il raggiungimento dell’età adulta non arriva mai, se non sotto forma di recita da adulti che prendono molto sul serio le poche certezze che sostengono il peso della loro vita, altrimenti cadrebbe tutto, palcoscenico compreso. Non so se ti ho risposto.

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