Intervista a Milo Busanelli

Qui ad “A4” ci piace porre domande ai nostri autori qualche giorno dopo l’uscita di un nuovo numero. Per questo abbiamo interrogato Milo Busanelli, l’autore di “A4” numero 15, sui temi più disparati. Ecco l’intervista:

A4: Il racconto che hai pubblicato su “A4” riflette molto bene, secondo me, la fatica che si trovano ad affrontare due neo genitori. Supponendo che si tratti di un racconto autobiografico (lo è?), ti chiedo: è davvero così stressante fare il papà o la mamma? Peggio di così? Meglio?

Milo Busanelli: Non è un racconto autobiografico, ma è basato su esperienze reali reinventate. Ho preso una parte di me e della mia vita e da lì ho costruito un me stesso alternativo, verosimile, che sono io solo in minima parte, ma che è pur sempre parte di me.
Oggi il vero problema dell’essere padri è che lo si è da figli. Il raggiungimento dell’età adulta non arriva mai, se non sotto forma di recita da adulti che prendono molto sul serio le poche certezze che sostengono il peso della loro vita, altrimenti cadrebbe tutto, palcoscenico compreso. Non so se ti ho risposto.

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Comunicazioni di servizio

Tre comunicazioni di servizio.

La prima: alcuni lettori ci hanno fatto notare come la pubblicità presente in questo sito in cima alla pagina e sotto il primo articolo sia alquanto fastidiosa. Ci piacerebbe poterla eliminare, ma una cosa del genere non è in nostro potere (*), ci dispiace.

La seconda: tanti, troppi racconti arrivano in redazione senza i requisiti minimi di lunghezza. In particolare, arrivano racconti sulle 1500 battute, quindi troppo corti. Come si evince da questa pagina, i racconti devono essere lunghi fra le 1500 e le 2000 parole per potere occupare per intero la rivista.

La terza comunicazione: a giorni pubblicheremo la ormai rituale intervista all’autore dell’ultimo numero di “A4”. Questa volta toccherà a Milo Busanelli!

Grazie per l’attenzione e a presto.
La redazione di “A4”

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(*): in realtà potremmo liberarci della pubblicità tirando fuori altro denaro. Ma siamo sicuri che ai lettori di “A4” quegli annunci pubblicitari non danno poi così tanto fastidio, giusto?

“A4” numero 15 è in lavorazione

E uscirà molto presto: giovedì prossimo. In questo numero si torna al formato tradizionale di un unico racconto.

Nel frattempo, ecco una piccola anteprima contenente la testata, il titolo del racconto e il nome dell’autore.

"A4" n. 15

A giovedì prossimo!

Intervista a Fabio Casano

Abbiamo intervistato Fabio Casano, l’autore del primo dei due racconti apparsi sull’ultimo numero di “A4”. Ne approfittiamo per ringraziare Fabio e per l’intervista e per il racconto che ci ha gentilmente donato. – La redazione

A4: “La vecchia”, il racconto che hai pubblicato sull’ultimo numero di “A4”, lo consideriamo un esempio di umorismo nero. Sei d’accordo? Abbiamo notato che lo stile un po’ si allontana dalle altre cose tue che abbiamo letto in passato. Come mai questa volta ti sei voluto cimentare su quel genere?

Fabio Casano: In realtà nasce da una vecchia esercitazione dei tempi di quando frequentavo i laboratori di scrittura di Beatrice Agnello e Mario Valentini. Avevo solo l’incipit “nera doveva essere” e da lì mi è venuta in mente l’immagine della bara della vecchia, nera come l’inferno in cui aveva fatto precipitare i suoi parenti. Mi piace sempre cimentarmi con qualcosa di diverso dalle solite cose che scrivo, tipo gente problematica o gruppi musicali immaginari…

A4: Tu sei autore anche di due romanzi (Elogio di Kit Carson e Il ritorno dei favolosi Lucky Losers – NdR). Che cos’hai imparato dalla loro stesura? Metterai in pratica, se già non lo stai facendo, questa lezione per la scrittura di un terzo libro? In generale, come giudichi la tua esperienza di autore di due romanzi pubblicati?  Continua a leggere “Intervista a Fabio Casano”

Manca poco ad “A4” numero 14

L’uscita è prevista per la prima settimana di ottobre. Sarà un numero doppio: la rivista conterrà infatti due racconti, uno di un autore italiano, l’altro americano. Seguiranno maggiori dettagli il giorno della pubblicazione. Per ora, ecco gli incipit dei due racconti.

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All’erta! “A4” numero 14 sta per uscire.

“A4” numero 13, agosto 2018: speciale poesia

“A4” numero 13 esce oggi! A differenza degli altri numeri questo contiene soltanto poesie. Nove, per la precisione. Nove poesie a firma, in rigoroso ordine alfabetico, di: Chiara Araldi, Giuseppe Armezzani, Marco Bennici, Giuseppe D’Abramo, Alessandro Mangiameli, Antonio Merola, Maria Lucia Riccioli, Francesco Sorana, Nadio Spicuglia Franceschi.

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Scarica A4 numero 13

Questa volta gli autori erano troppi per riportare le loro biografie in calce al foglio, così abbiamo pensato di copiarle e incollarle qui a seguire. Ne approfittiamo per ringraziare tutti loro, ma anche gli autori delle poesie che non sono finite in questo numero. Grazie davvero a tutti.

Scarica A4 numero 13

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A4 numero 13: poesia!

Ad agosto “A4” è solita non uscire, ma quest’anno farà un’eccezione. A breve infatti uscirà un nuovo numero, e non si tratta di un numero qualsiasi: questa volta a essere protagonista sarà la poesia.

In seguito all’appello di qualche tempo fa sono arrivate molte poesie in redazione. Adesso non resta che scegliere quelle giuste, impaginare il tutto e pubblicare “A4” n. 13.

Intanto, grazie a tutti quelli che hanno mandato un loro componimento. Come si suol dire in questi casi: se la vostra poesia non verrà pubblicata non significa che fosse brutta; non faceva al caso nostro.

A prestissimo!

Intervista a Giuseppe De Marco

Com’è ormai nostra abitudine, a qualche settimana dall’uscita dell’ultimo numero abbiamo intervistato l’autore del racconto protagonista. Giuseppe De Marco ha scritto Volt, è romano, ed è stato tanto gentile da rispondere alle nostre domande. Per scaricare “A4” numero 12, clicca qui.

A4: Ciao Giuseppe, ci racconti la genesi di Volt, il tuo racconto uscito sull’ultimo numero di “A4”? Da dove viene questo interesse per i colori?

Giuseppe De Marco: La verità è che, prima di scrivere questo racconto, le mie competenze “cromatiche” non andavano più in là delle sfumature dell’arcobaleno (e anche lì non senza incertezze: sull’indaco per esempio, ho sempre avuto problemi). Però trovo che i colori abbiano un fascino universale, ancestrale perfino. Per dire, io ancora quasi mi emoziono quando vedo nascere il verde dal giallo e blu.

Quanto a Volt, nasce anzitutto da una maglietta da corsa (indovina di che colore?). Mi ha fatto pensare a qualcuno che per lavoro “inventa” nuovi colori. “Ciao papà, com’è andata oggi? Bene figliolo, ho inventato il rosso fox”. Una cosa del genere.

Col tempo però intorno a questa immagine hanno cominciato a gravitare altri spunti e suggestioni che hanno dirottato il corso della storia (minuscola eh…) verso altri territori: una tazzina spaiata di caffè, un quadro di Rothko, un esercizio di scrittura sui sensi. Aggiungi questo e aggiungi quest’altro, leggi, rileggi, aggiusta, lima, sfuma, taglia, togli e ancora taglia, alla fine è uscito fuori Volt. Faticaccia…

A4: Nella tua bio dici che oltre a tre figli hai messo al mondo milioni di storie. Ti va di elaborare? Di che storie si tratta? Racconti o romanzi inediti?

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