A4 n. 6 – dicembre 2016

Esce oggi il numero 6 di “A4”. Il racconto di questo mese s’intitola “La fine dei cannolicchi”, l’ha scritto Valeria Caravella e comincia così:

Gigliola era una bambina di dieci anni che avrebbe fatto carte false per cambiarsi il nome. E li fece i tentativi per sbarazzarsene, a bizzeffe, ma quando si accorse di non poterci riuscire, si rassegnò al suo destino di Gigliola.

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L’autrice: Valeria Caravella è nata a Foggia nel 1982. Ha cambiato spesso lavoro e città, adesso vive a Vieste, sul Gargano. Lavora soprattutto d’estate, nel turismo, gli ultimi inverni li ha trascorsi a leggere e a scrivere.


Ti piace “A4”? Vorresti dimostrare il tuo apprezzamento ma non sai come fare? In realtà un modo c’è. Supporta “A4”.

Esce domani (o dopodomani)

Domani (o dopodomani*) uscirà “A4” numero 6.

Conterrà un racconto di Valeria Caravella. S’intitola “La fine dei cannolicchi”, e anche se parla di una bambina che pesca frutti di mare sul bagnasciuga, secondo la redazione si addice al periodo natalizio.

(*: dipende tutto dalle condizioni atmosferiche della città in cui è fatta “A4”.)

“A4” compie un anno!

numero6

Il primo numero di “A4” usciva all’incirca un anno fa. A giorni uscirà il numero 6, attualmente in lavorazione; giusto il tempo di fare un minimo di editing e si va in “stampa”.

Cos’è cambiato in questo anno? Poco o nulla, ma quel poco è importante: “A4” ha un nuovo sito (questo) e soprattutto un nuovo indirizzo. Non più aquattro.eu ma aquattro.org.

Altri cambiamenti arriveranno col nuovo anno, primo fra tutti: alcuni racconti verranno pubblicati direttamente sul sito, in una sorta di “‘A4’ off”.

Insomma, restate collegati.

“A4” n.5 – settembre 2016

“A4” numero 5 è online. Contiene il racconto Il sapore di quel che rimane, di Giulia Romoli.

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Nata a Pisa nel 1978, Giulia Romoli vive in un piccolo paese della campagna toscana. Considera la pagina scritta più un’esigenza che un passatempo; attraverso le parole, sue e degli altri, cerca di fare ordine e dettare confini, nell’infinito tentativo di comprendere il mondo che la circonda.

L’incipit del numero 2

Questo è l’incipit di “La vita fa schifo ma tu divertiti”, il racconto protagonista del secondo numero di “A4”.

Mia madre e mia nonna erano innamorate del signore che vendeva vestiti in tv, si chiamava Gaetano Mignon. La trasmissione andava in onda in un canale locale a orari sballati ed era girata nel salotto di casa sua. Lui era seduto bello comodo sulla poltrona di pelle con il microfono auricolare, mentre sua moglie, in piedi, mostrava i vestiti. A volte non centrava l’obiettivo della telecamera o sbagliava i tempi e lui diceva: “Eenza, non farmi fare brutta figura. La vita fa schifo ma tu divertiti”. Aveva costruito il suo personaggio su questa frase. Alla fine della trasmissione si avvicinava con tutta la poltrona alla telecamera, puntava il dito verso il telespettatore e diceva: “La vita fa schifo ma tu divertiti”, e se ordini i vestiti nella nostra boutique ti diverti ancora di più. Mia nonna ogni volta rideva. Rideva e batteva le mani. Lo prendeva alla lettera. L’ultima inquadratura era una cruccia con la scritta Mignon al centro.
“Come mi starebbe questo maglioncino?” chiedeva mia nonna. Era un cardigan di cotone bianco a chiazze nere.
“È da provare,” diceva mia madre con gli occhi fissi sulla camicia che stava stirando.

Scarica il secondo numero di “A4” nei vari formati disponibili qui.

A4 n. 2 – febbraio 2016

Esce oggi il numero 2 di “A4”. Contiene un racconto di Mari Accardi intitolato La vita fa schifo ma tu divertiti.

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L’autrice di questo numero: Mari Accardi è nata a Palermo e vive perlopiù a Toulouse. Ha pubblicato il libro Il posto più strano dove mi sono innamorata (Terre di Mezzo editore), finalista al Premio Settembrini, ed è una delle undici scrittrici dell’antologia Quello che hai amato(Utet) curata da Violetta Bellocchio. Suoi racconti sono apparsi su «L’accalappiacani», «Granta», «Watt», «Effe», «Doppiozero», «Abbiamo le prove», «Colla», «Toilet».