Bello il pdf…

…ma avere un oggettino simile sulla propria scrivania non ha paragoni.

E possederlo non è mai stato così facile: basta stampare fronte/retro il file su un foglio A4 (doh…), ripiegare il tutto ed è fatta.

Se poi ne stampi due copie, l’altra la puoi regalare a qualcuno, portarla in biblioteca, lasciarla in una sala d’aspetto o su una panchina, abbandonarla in un pub eccetera.

Il limite, come si suol dire, è l’immaginazione.

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“A4” numero 18: Filosofi in 17 sillabe

Qui ad “A4”, ormai si sarà capito, ogni tanto ci piace giocare con i formati. In attesa che qualcuno si faccia avanti con un’idea per un fotoromanzo, e prima di tornare al consueto formato un-numero-un-racconto, questo mese siamo lieti di pubblicare gli haiku di Pippo Ruiz.

Attenzione, però: non si tratta di una serie di brani slegati fra loro, bensì di una storia della filosofia occidentale in 44 haiku, che va da Talete a Lyotard.

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L’autore: Pippo Ruiz vive a Siracusa, dove ha insegnato per parecchi anni. Per i tipi di VandA publishing ha da poco pubblicato La metamorfosi dell’haiku.

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Buona lettura!

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Il nuovo numero uscirà a breve!

Qui ad “A4” ci siamo detti: perché far uscire un nuovo numero a fine mese quando possiamo benissimo farlo all’inizio del mese successivo?

Scherzi a parte: tutto questo per dire che a causa di qualche problema di poco conto, il nuovo numero di “A4” uscirà giovedì prossimo.

Come già anticipato conterrà degli haiku — per la precisione 44 (quarantaquattro!) — collegati fra loro da un tema che sveleremo giovedì, insieme all’identità del loro autore.

Il numero 18 è in preparazione: haiku!

Qui negli uffici della redazione di “A4” siamo in fibrillazione per l’uscita del nuovo, sperimentale numero della rivista. Non diremo molto per ora; solo che la parola d’ordine è: haiku.

Il nuovo numero uscirà entro la fine di settembre: occhi aperti!

(Nell’attesa, chi se lo fosse lasciato sfuggire può leggere l’ultimo numero, firmato da Luca Colombo, qui.)

Lavorare da casa, Caccia al morto e cazzotti letterari: intervista a Luca Colombo

Come da tradizione, a qualche giorno dall’uscita dell’ultimo numero pubblichiamo un’intervista al suo autore. Questa volta è il turno di Luca Colombo, autore de “Il letto”, apparso sul numero 17. Per chi se lo fosse perso, l’ultimo numero si può scaricare da qui. Ringraziamo l’autore per la disponibilità.

A4: Il tuo racconto narra il graduale abbrutimento di un lavoratore da casa. Difficile non porsi, e porti, la domanda di rito: sai così tante cose sui rischi di lavorare da casa perché le hai sperimentate sulla tua pelle? Sei anche tu, o sei stato, un lavoratore da casa? Insomma, hai capito dove vogliamo arrivare: “Il letto” è un racconto in parte autobiografico?
Luca Colombo: No, non sono mai stato un lavoratore da casa. L’unico lavoro che faccio in casa è scrivere; ed è in questo che va ricercata la parte autobiografica del racconto: scrivere per me è peggio di un travaglio, soprattutto ora che sto lavorando a un romanzo da più tre anni. Il mio graduale abbrutimento è dato dal fatto che la scrittura si prende tutto di me: la mia pazienza, il mio sonno, la mia serenità. Mi riduce davvero a pezzi.

A4: Più o meno a metà racconto si legge: “Ecco cosa l’avrebbe fatto stare meglio: che la gente contemplasse il suo dolore. Lui al centro del letto e il mondo attorno.” Questa frase ci ha fatto venire in mente il racconto di Kafka intitolato “Un digiunatore”. Ci abbiamo preso? Kafka è un tuo autore di riferimento? Se non lui, chi altro?
LC: Kafka è un autore che apprezzo, ma non è tra i miei autori di riferimento. I principali modelli a cui mi ispiro sono Pirandello, Saramago e Bukowski: il primo per la profondità filosofica, il secondo per l’originalità delle storie e il terzo per l’inarrivabile capacità di narrare.

A4: Nella tua nota biografica si legge che nel 2016 hai pubblicato per Graphofeel il romanzo Caccia al morto. Ce ne parli?
LC: Caccia al morto è ambientato in un’impresa funebre. L’intento di Claudio – il giovane titolare – è restituire peso alla morte, fenomeno che in una società fatta di lauti pasti e antibiotici pare un’evenienza piuttosto vaga e remota. La soluzione è trasformare il funerale da evento sociale a evento social: concorso a premi per il miglior selfie cimiteriale, funerale con ospite del Grande Fratello e vip in genere, caccia al morto fra le lapidi per i bambini. Per Claudio il morto è solo una delle tante parti che concorrono alla buona riuscita del funerale, forse si potrebbe anche toglierlo, dato che si tratta di qualcosa che non c’è più.

A4: Ci parleresti anche del Pugilato letterario che, sempre secondo la tua nota biografica, insceni insieme a Elia Rossi?
LC: Nel pugilato letterario io ed Elia Rossi vestiamo i panni di due pugili. Indossiamo guantoni e paradenti, ci muoviamo con pose da boxeur rivali che si sfidano, mettendo al centro del ring i nostri due romanzi. Un finto arbitro, la cui vera funzione è di animare il pubblico, ci guida nel corso di quattro round nei quali leggiamo estratti di Caccia al morto e Fortunale, accompagnati da musiche adeguate. Alla fine è il pubblico a eleggere il vincitore. Lo stile del pugilato letterario è volutamente macchiettistico, a tratti persino cialtrone; nasce dall’obiettivo di uscire dalle presentazioni tradizionali di libri, per riuscire a comunicare temi e contenuti delle opere in modo più leggero e coinvolgente.

A4: Ultima, classica domanda di A4 ai suoi autori: ci consigli quattro cose? Nell’ordine: un libro, un film, un disco (o un musicista), e il tuo scorcio preferito di Oleggio, la cittadina piemontese in cui vivi.
LC: La panne di F. Dürrenmatt.
La morte corre sul fiume di C. Laughton.
Un disco qualsiasi di Hank Williams: le sue canzoni sono tutte uguali, una più bella dell’altra.
Il vecchio porto sul fiume Ticino, dove spesso vado a tirare le somme sulla mia scrittura.

“A4” numero 17 (luglio ’19) – “Il letto”

Esce oggi il diciassettesimo numero di “A4”!

Il racconto protagonista di questo numero s’intitola “Il letto” e l’ha scritto Luca Colombo. La storia, forte, a tratti kafkiana, narra di come l’io narrante a un certo punto della sua vita da lavoratore-da-casa resti prigioniero del letto del titolo.

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Questo è l’incipit del racconto:

Quel lunedì mattina di novembre Piero sentì che non sarebbe più uscito dal letto.
Col suo lavoro da casa la sveglia era una pratica senza fretta: la finestra spalancata per cambiare aria, la pipì assonnata, il rituale della caffettiera e la colazione in compagnia della tv; seguivano la doccia e la breve uscita per comprare il pane. Rientrando Piero accendeva il computer, metteva un po’ di musica e si sedeva alla scrivania vestito come se fosse in ufficio: la tuta l’avrebbe impigrito, mentre camicia e maglione gli davano il senso del dovere. Teneva pure le scarpe.

Luca Colombo è nato nel 1986 e vive a Oleggio. Per Graphofeel edizioni ha pubblicato nel 2016 il romanzo Caccia al morto. Nel 2018 ha partecipato all’antologia NO – Dieci racconti per un nuovo immaginario novarese con il racconto “La vacca”. Ha scritto racconti per “Altri animali” e “IL MURO maga- zine”. Insieme allo scrittore Elia Rossi inscena il Pugilato letterario.

Buona lettura!

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Il numero 17 è in arrivo

Ci siamo. In attesa delle vostre proposte per il primo fotoromanzo in pdf della storia, qui ad “A4” siamo pronti a far uscire il prossimo numero, il diciassettesimo.

Il numero vedrà la luce giovedì prossimo (farlo uscire in un venerdì ci sembrava un’inutile, avventata sfida alla malasorte) e conterrà un racconto intitolato “Il letto”. Questo, per ora, è l’incipit:

Quel lunedì mattina di novembre Piero sentì che non sarebbe più uscito dal letto.

Col suo lavoro da casa la sveglia era una pratica senza fretta: la finestra spalancata per cambiare aria, la pipì assonnata, il rituale della caffettiera e la colazione in compagnia della tv; seguivano la doccia e la breve uscita per comprare il pane. Rientrando Piero accendeva il computer, metteva un po’ di musica e si sedeva alla scrivania vestito come se fosse in ufficio: la tuta l’avrebbe impigrito, mentre camicia e maglione gli davano il senso del dovere. Teneva pure le scarpe.

Il resto, fra tre giorni.

A giovedì!

Luglio; Fotoromanzo

Passano i giorni, le settimane, i mesi, e a un certo punto ad “A4” ci accorgiamo che qui sul sito tutto tace da un po’.

Ma il silenzio di solito è sintomo che qualcosa bolle in pentola. E infatti la redazione è sempre impegnata in qualcosa. Leggiamo senza sosta i racconti che ci arrivano, per scegliere quello protagonista del numero che uscirà a luglio.

Inoltre ci tenevamo a lanciare un appello. Pensiamo che sarebbe bellissimo, meraviglioso, se un giorno “A4” ospitasse un FOTOROMANZO. Sì, esatto, una di quelle storie a fumetti con le foto al posto dei disegni, rese famose da testate quali “Grand Hotel”.

Se quindi vi venisse un’idea per un fotoromanzo, proponetecela! Non tutta però (noi di “A4” odieremmo rifiutare storie che hanno richiesto uno sbattimento non indifferente per essere realizzate). Basta mandare a stef.amato@gmail.com una singola “vignetta” — cioè foto — con tanto di fumetto, più una sinossi generale della storia. Quella che ci convincerà di più riceverà il via per essere sviluppata, in vista della pubblicazione.

Pronti a entrare nella storia creando insieme a noi il primo fotoromanzo in pdf?

Noi sì.

(Video)Intervista a Simona Settembre

Anche l’autrice dell’ultimo numero, Simona Settembre, si è sottoposta alla ormai rituale intervista della redazione di “A4”. Ma siccome Simona ha un canale YouTube, con nostra somma gioia ha pensato di risponderci alla sua maniera: con un video.

Ecco a voi la video intervista a Simona Settembre:

Consigliamo vivamente di iscriversi a Cose Ovunque, il suo canale YouTube, davvero pieno di spunti e “inspirational”, come dicono quelli bravi.

Per chi se lo fosse perso, “A4” numero 16 si può scaricare da qui.

Simona è anche su Instagram: qui.

Ecco le domande:

1) Noi di “A4” abbiamo definito “Persone che non fanno niente (e quindi fanno qualcosa)” una graphic short story. Ti piace come definizione? Tu quale avresti usato? Come ti è venuta l’idea di raccontare proprio quel tipo di storia?

2) Nella tua storia ci sono pochissime linee di dialogo, lasciando parlare le immagini: da cosa è stata dettata questa scelta? In effetti, recentemente abbiamo scoperto che esiste tutto un genere di graphic novel senza testo chiamato, non a caso, “silent” o “wordless”. Visto che sembri trovarti a tuo agio con quel mezzo, hai mai pensato di disegnare una silent graphic novel?

3) Ti va di raccontarci come, dove, quando e perché hai cominciato a disegnare?

4) Sei piuttosto eclettica come artista. Oltre a disegnare e illustrare, giri video, componi canzoni, scrivi, fotografi e chissà cos’altro. Qual è il punto d’incontro di tutte queste attività, ammesso che ce ne sia uno?

5) Ultima, rituale domanda; consigliaci quattro cose: un’illustratrice o illustratore che secondo te dovremmo conoscere; un libro (non necessariamente illustrato); un disco o musicista; uno scorcio di Roma, la città dove vivi.

Buona visione!

Rettifica del 2 aprile

Non abbiamo mai capito se i pesci d’aprile vadano spiegati/rettificati/contraddetti.

Ad ogni modo, a quanti avessero dubbi: quello di ieri era un pesce d’aprile. A4 non cambia font. Lascia il Papyrus ai menu delle pizzerie a taglio e ai poster motivazionali da quattro soldi, e si tiene stretto il suo Miller. Almeno fino al prossimo 1 aprile.

Poi: è in arrivo l’intervista all’autrice della graphic short story dell’ultimo numero! Alla settimana prossima.